SOLIDI A VOLONTÀ!

gennaio 11th, 2019

Cari ragazzi e ragazze, come state?

Io bene e sono di nuovo qui a raccontarvi una nuova esperienza.

In tecnologia, noi ragazzi di seconda, con la professoressa Maccatrozzo stiamo costruendo i solidi. Sì, proprio quelli!!

Per realizzarli ci sono vari passaggi.

Il primo è disegnare su un foglio da disegno o sui cartoncini colorati (come preferiamo) lo sviluppo del solido, se avete ben presente una scatola smontata, ecco, quel  disegno lì. Però, si possono fare altrettante figure, come piramidi, prismi… . Il tutto si deve compiere con accurata precisione, e prima di farli devi saper fare due fondamentali cose: uno, saper realizzare i poligoni data la circonferenza e dato il lato, in modo quasi perfetto; due devi sapere come sviluppare i diversi solidi geometrici, per poi riuscire a montarli creando delle alette apposite per la fase di incollaggio. È per questo motivo che la maggior parte delle persone trova difficoltà in questo passaggio, il tutto deve essere precisissimo. Le strutture da realizzare, di solito, la professoressa ce le indica all’inizio della lezione, in modo da non avere problemi, altrimenti si possono trovare anche nel nostro libro di testo o consultando qualche tutorial su YouTube.

Dopo questa fase, ce n’è un’altra altrettanto precisa e da prestare attenzione: con l’aiuto di una squadra per andare dritti, tagliare con il taglierino la figura. È molto pericolosa questa parte, infatti bisogna stare sotto la supervisione di un adulto, ma quando si incolla il tutto, piegando le alette e montando con la colla si ha una grande soddisfazione! Almeno per me!

Quindi, queste sono le fasi, molto importanti per creare un solido. Naturalmente più se ne fanno e più si accumula esperienza ottenendo un risultato davvero soddisfacente!

Spero che la spiegazione sia stata chiara, se al contrario potete chiedere chiarimenti nei commenti e magari raccontare la vostra esperienza nella costruzione dei solidi!!

Benedetta 2F

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Vacanze finite!

gennaio 7th, 2019

Ciao, ragazzi e ragazze,

come state?

Io bene… Oggi, purtroppo direte, è ricominciata la scuola, dopo questo periodo allegro e spensierato delle vacanze natalizie.

Stamattina eravate tutti imbronciati, e penso che più di una volta abbiate detto: “Uffa! Ma a scuola ci devo proprio andare?!”

Per riprendere un po’ questo clima “natalizio” e “di vacanza” volevo farvi raccontare un po’ quello che avete fatto, vissuto… non tutto, qualcosa che vi è piaciuto o vi ha colpito. Per esempio, io questo sabato sono andata a Bassano del Grappa con la mia famiglia; è stato bello e, malgrado il freddo, mi è piaciuto molto. Ho potuto visitare la città, monumenti antichi. La cosa più bella è stata entrare a far compere nella storica cartoleria Tassotti! Oppure, posso dire che in queste vacanze ho guardato molti film con la mia famiglia e vissuto bei momenti insieme a loro… Insomma, eventi del genere.

Questa può essere un’occasione per condividere le nostre vacanze, malgrado il fatto di non essere tutti in classe insieme.

Quindi… divertitevi a raccontare le vostre esperienze!

Buona scrittura,

Benedetta, 2F
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Dante Alighieri tra noi!

dicembre 19th, 2018

 

Buongiorno a tutti, tra noi è presente un poeta, anzi, il Poeta per eccellenza, lui si definisce  Fiorentino di nascita e non di costumi, lui è… Dante Aligheri!

 

“ Buongiorno a tutti, anime pure…”

 

Allora, ogni persona di questo pianeta non può non conoscere la tua Opera più famosa… quindi vorrei farti alcune domande riguardo la Divina Commedia. Inanzitutto, perchè l’hai definita così?

 

“Beh, nell’epistola scritta a Cangrande della Scala, a cui dedico il Paradiso,  ho intitolato questa mia Opera semplicemente Commedia perchè, anche se all’inizio è orribile e paurosa, con l’Inferno, presenta un finale lieto, il Paradiso. Inoltre lo stile è dimesso e umile rispetto a quello della tragedia. Poi, Giovanni Boccaccio, nel Trattatello in laude di Dante, aggiunge l’aggettivo Divina. Da allora il titolo è diventato Divina Commedia”.

 

Com’è strutturato il componimento ?

 

“La  Divina Commedia è un vasto e complesso poema in versi, suddiviso in tre cantiche: Inferno, Purgatorio e Paradiso. Ogni cantica ha 33 canti, però l’Inferno ne ha 34, contando anche il canto d’introduzione. Tutti i versi sono endecasillabi raggruppati in terzine, difatti oggi si parla di terzine dantesche. Per me è molto importante la numerologia, soprattutto il numero 3, simbolo della Trinità, ed i suoi multipli.”

 

Wow…ora passiamo alla vicenda vera e propria. Divenuta celebre, anche grazie a Francesco Gabbani, è la frase – Lasciate ogni speranza, voi che entrate – . Perchè questa dicitura sulla porta di Dite, la porta dell’Inferno?

 

“Come è noto, l’Inferno è il regno della disperazione, per cui ogni anima che vi entra non ne uscirà mai più e non avrà mai più speranza di salvarsi a differenza del Purgatorio che è appunto il regno della speranza perchè, alla fine del tempo in esso trascorso, si arriva in Paradiso. Ahh quant’è bello il Paradiso…”

 

Hai proprio ragione…A proposito del Paradiso, chi ti ha accompagnato in questo magnifico regno?

 

“A differenza dell’Inferno e del Purgatorio, dove mi ha accompagnato Virgilio, qui, dato che la mia precedente guida non poteva entrare perchè non battezzata, mi ha guidato Beatrice, la mia donna angelo, che risiede sulla Candida Rosa in quanto Beata.”

 

Questa era l’ultima domanda, abbiamo concluso. Grazie per averci lasciato questa importante Opera, che è fonte d’ispirazione anche per gli alunni di Silea!

 

Gloria F. 2E

 

 

 

 

Anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

dicembre 16th, 2018

Il giorno 10 Dicembre 2018 è stato celebrato il 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, proclamata nel 1948.

Scritta in risposta alla seconda guerra mondiale, la Dichiarazione fu un’importante conquista civile che determinò la fine delle disparità e delle ingiustizie.

Alcuni alunni delle classi seconde e del Consiglio Comunale dei ragazzi, sparpagliandosi per il Comune di Silea, hanno declamato diversi Diritti, rivolgendosi alla cittadinanza per renderla partecipe di questo grande evento.

Questa ricorrenza è essenziale perché ci ricorda che ogni giorno è la giornata dei Diritti, in quanto ne usufruiamo sempre e sono diventati parte integrante della nostra vita.

 

Gloria F. 2E

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La nostra “Selva oscura”

dicembre 16th, 2018

 

Ciao a tutti! Lo studio di Dante ci ha ispirato….e così per gioco abbiamo provato a riscrivere la nostra “Selva oscura” :-) !

Buona lettura, ragazzi!

I imbriaghi duri”, da“El vin divin” (Canto I versi 1-27)

Autori: Riccardo Mulachiè e Enea Fava

2^E

A SELVA IMBRIAGA
 
Nel meso del camin dea me vita
mi ritrovai par el bosco de San Bruson
chea via del Piave a iera smaria.
 
Ahi quanto a dir qual era è cosa dura,
esto vin rosso e aspro e forte,
che nel pensier rinova l’ebreza.
 
Tanto xe amaro che poco el è pi forte,
ma par tratar del vin ch’i’bevvi
dirò del’altre marche ch’i v’ho scorte.
 
Io non so ben ridir come m’imbriagai,
tant’ iera pien de alcol a quel punto
che a via del’acqua abandonai.
 
 
Ma poi, quando ‘rivai al coeo
là,dove terminava chea botiglia
che me avea anebia el servel,
 
vardai in alto e vidi che ero sbronzo,
tutto imbriago duro
che gnanca na caee in piè riuscivo ad atraversar.
 
Eora l’alcol
Che nea testa el battea, smise,
ma danovo na botiglia i’presi e m’imbriagai.
 
E come l’oste che con el naso rosso,
varda indrio e vede
Prosecco (queo DOC di Valdobiadene!),
 
anca el me animo, che voea vin,
se girò indrio
e vide Valpolicella (Superiore Ripasso!) che imbriagò ogni gente.
 
 

3 Dicembre 2018 – Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità

dicembre 16th, 2018

Sensibilità, forza e amore: questi sono i tre concetti più importanti che sono stati sottolineati attraverso esibizioni, letture, interviste e coreografie, il 3 dicembre 2018, nella giornata internazionale delle persone con disabilità.

Come ogni anno c’è stata una manifestazione nell’ aula magna della nostra scuola dedicata a tutta la cittadinanza, che si è divisa tra i due momenti previsti, uno al mattino e l’altro al pomeriggio.

Dall’ introduzione del Consiglio Comunale dei ragazzi fino al discorso finale del Dirigente Scolastico, si sono susseguite varie performance degli alunni della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria, i quali esibendosi, hanno fatto vivere al pubblico emozioni uniche. Inoltre, i prestigiosi ospiti che sono intervenuti, tra cui l’atleta paralimpico Oscar De Pellegrin, hanno condiviso con la platea la propria toccante esperienza di disabilità.

Grazie a questi momenti è emerso un senso di inclusione e di rispetto, che ha sottolineato come i nostri compagni diversamente abili non sono diversi…anzi probabilmente sono persone più forti e tenaci di altre.

Un enorme grazie a coloro che hanno organizzato l’evento e a tutti i partecipanti :-)

 

Elena A. 2^ E

concorso AVIS: riso fa buon sangue!

dicembre 9th, 2018

Ridere, donare, divertirsi: questi sono i concetti chiave del concorso AVIS 2018-2019 di Silea. Come ogni anno, nella nostra scuola, si è svolta la premiazione di fantastici disegni, pieni di consapevolezza e passione, che gli alunni hanno realizzato su una traccia fornita. Ogni volta viene proposto un nuovo tema e quest’anno il titolo era “RISO FA BUON SANGUE”. Ognuno, con la propria creatività, ha eseguito un disegno a vignette dando poi un tocco personale:  solo alcuni, però,  hanno avuto l’onore di essere premiati. COMPLIMENTI ai vincitori, ma soprattutto complimenti a coloro che si sono impegnati per esprimere il messaggio trasmesso dall’AVIS, con un semplice ma importante disegno. Inoltre, i rappresentanti dell’associazione hanno voluto sottolineare un concetto molto significativo e cioè che non costa niente donare del sangue e questo gesto influisce in modo determinante sullablog 3 blog 2 blog 1 vita dei destinatari.

GLORIA F. ed ELENA A. II^E

“SE DOVESSI FUGGIRE IMPROVVISAMENTE DA CASA TUA , COSA PORTERESTI CON TE?” – MENZIONE SPECIALE

giugno 25th, 2018

Martina C. 3C

Non riuscirei a resistere per tutto il viaggio senza il mio diario segreto. L’ho sempre avuta questa strana necessità di dover mettere nero su bianco i miei pensieri, per liberare la mente, prendendo una penna in mano e scrivendo su una pagina parole, frasi, pensieri. La parte più bella arriva alla fine: una sensazione indescrivibile di libertà e pace che prevale su tutto. Senza tutto ciò non riesco a stare, anzi, non riesco a vivere in pace come ad ogni persona dovrebbe essere concesso. E la libertà non è concessa a tutti, altrimenti perché milioni di bambini, donne, uomini scapperebbero dalla loro casa? La mattina di Natale di uno dei miei primi anni delle elementari sotto l’albero c’era un oggetto diverso dagli altri per la forma. Una volta strappata la carta era apparso un diario segreto, il mio primo, vero diario. Brillava sotto il bagliore delle lucette dell’albero, o forse erano solo l’emozione e la felicità che facevano sembrare quel momento una specie di sogno. Da quel giorno in poi non mi sono più distaccata dal mio diario. Lo portavo ovunque e coglievo ogni volta l’occasione per scarabocchiare qualcosa. Ricordo perfettamente il giorno in cui ho riempito l’ultima pagina, era appena iniziata la prima media. Pochi mesi dopo per il mio compleanno ho ricevuto un altro diario, più piccolo, dentro cui custodisco tuttora la mia vita. Un altro oggetto senza cui non riuscirei a partire è un peluche di quando ero piccola, un orsacchiotto, un tempo con il pelo bianco, che mi era stato regalato dai miei nonni. Lo tengo sopra una mensola della mia camera dove, dall’alto, mi fissa con uno sguardo dolce e rassicurante. Un po’ come quando avevo tre anni, tuttora non riesco a separarmene, ci tengo troppo. Ogni tanto lo prendo in mano e lo stringo al petto. In quei momenti emergono ricordi, emozioni e momenti speciali che hanno caratterizzato la mia infanzia ormai passata da tempo. Ci sarebbero tanti altri oggetti che vorrei portare con me che mi farebbero venire in mente ricordi. Mi mancherebbero tante cose della mia casa, del mio piccolo rifugio nel quale mi sento protetta. La mia camera con le sue pareti gialle, il letto a castello, le mensole con i miei libri. Mi mancherebbe svegliarmi la mattina, aprire gli occhi e vedere come prima cosa gli adesivi a forma di stella attaccati sul muro che ogni sera mi fanno cadere in bellissimi sogni. Più di tutto mi mancherebbe il profumo che sa di casa, che mi fa stare bene e mi fa sentire serena, un profumo comparabile con nessun altro. Questi sono gli oggetti che mi mancherebbero se dovessi abbandonare improvvisamente la mia casa e la mia vita, come fanno tanti altri ragazzi della mia età e anche più piccoli ogni giorno.

“SE DOVESSI FUGGIRE IMPROVVISAMENTE DA CASA TUA , COSA PORTERESTI CON TE?” – MENZIONE SPECIALE

giugno 25th, 2018

Viviana F. 2B

Non si sa dove bisogna andare, si sa solo che si deve scappare . Mamma dice che sarà un viaggio che non dimenticherò mai e in cui vedrò il mare …. Io il mare non l’ ho mai visto . Né io né Lapy abbiamo mai sentito il profumo del sale, la dolce brezza marina, la sabbia che ti si incolla alla pelle, il rumore delle onde che si infrangono contro la costa… mai. Lapy è il mio unicorno di pezza, assomiglia ad una soffice nuvola di zucchero filato rosa che, con il suo sapore caramellato, ti addolcisce il cuore e ti fa scordare tutte le cose brutte. Me l’ ha regalato Bedin prima che partisse per la Turchia. -Quando sei sola, abbraccialo forte e ti sentirai subito meglio. – mi ha detto – Non dovrai mai essere triste, perché è come se un pezzo di me sia in mezzo alla soffice ovatta che lo rende così bello. Si, penso che Lapy verrà via con me a giocare con la sabbia bianca, sarà come stare con Bedin per l’ ultima volta prima del viaggio. La sabbia bianca, bianca come la vecchia coperta di cotone della nonna, calda e morbida: è il posto ideale per nascondersi dal rumore delle sirene d’ allarme che, sotto ad essa, si trasformano in qualcosa di lontano e innocuo . Porterò via anche lei, mi servirà per asciugarmi dopo il bagno nel mare blu, non si sa mai che io mi ricordi anche la canzone che la nonna mi cantava mentre mi ci avvolgeva. Il mare blu, blu come il libro di cucina italiana della zia Zeinab . Io e zia amavamo cucinare la pasta al pesto, solo che trovare gli ingredienti per preparare il sugo tipico genovese era un po’ difficile.. – Possibile che in un supermercato grande come questo non ci sia del basilico – diceva – Ora vado da Raouf e tiro giù tutti i pesti del paradiso !! Ogni venerdì, era la stessa storia e, ormai, Raouf si rifiutava anche solo di ricevere la zia per parlarle. Porterò anche il libro di cucina, magari dopo essermi asciugata potrei preparare una buona pasta con il pesto verde . Il pesto verde, verde come il maglione delle feste Non c’ erano feste senza i maglioni: io quello verde, zia quello rosa, mamma quello arancione e nonna quello viola . In realtà, dopo nemmeno mezz’ ora eravamo costrette a togliercelo per il caldo che c’ era e così l’ incantesimo festivo finiva con tante risate e tanto cibo. Prenderò anche il maglione, servirà a scaldarmi durante la nera notte. La notte nera, nera come il ricordo di papà. Di papà ho solo un ricordo sfumato, di lui vestito come un militare che mi abbraccia e mi saluta con la faccia bagnata di lacrime. In quel ricordo anche mamma piange e mi stringe forte al petto, come se fossi l’ unica cosa che le fosse rimasta … Quel ricordo, nella mia mente, è nero come la pece ed è solo tristezza. In quel ricordo sono presenti tutte le cose che partiranno con me. Ciò che porto via, verrà con me solamente perché io non mi dimentichi mai di papà e del fatto che si è sacrificato per salvare me, mamma, zia e nonna .

“SE DOVESSI FUGGIRE IMPROVVISAMENTE DA CASA TUA , COSA PORTERESTI CON TE?” – MENZIONE SPECIALE

giugno 25th, 2018

Giulia P. 1F

Se un giorno dovessi lasciare la mia casa e prendere solo le cose a cui sono più affezionata, porterei con me, senza dubbio, il mio libro di storia dell’ arte perché sia conoscere l’arte del passato, che sperimentarne di nuova è molto stimolante per noi ragazzi – infatti, ti fa volare con l’immaginazione in mondi ancora a te ignoti, che portano dalla realtà alla creatività e leggerezza che un disegno fatto solo di figure astratte ti può trasmettere-. Poi, porterei con me, la mia divisa di pallavolo – la porterei perché dal momento in cui l’ho indossata, mi sono sentita parte integrante di una squadra in cui si vince o si perde, non per merito solo tuo ma anche di qualcun altro-. Ti insegna a non arrabbiarti se qualcuno sbaglia e a comprendere soprattutto i tuoi limiti e quelli degli altri. –Per me lo sport è coraggio, perché a volte si ha paura ad affrontare il proprio nemico più forte ovvero se stesso, ma lo sport insegna a sconfiggerlo e a non arrendersi-, è lealtà perché, bisogna sempre rispettare l’ avversario e infine è amicizia perché – è proprio vero- ti unisce e ti fa capire chi nel momento di difficoltà ti rimane accanto e chi invece ti volta le spalle. Poi, porterei con me un quaderno con una penna- perché io amo scrivere, sperimentare e mettermi in gioco utilizzando, anche parole che non conosco per creare testi che esprimano le mie sensazioni ed emozioni-. –Penso che scrivere aiuti a conoscere se stesso perché quando crei e riempi quelle pagine bianche come fa un pittore con la sua tela, ti vengono in mente sempre nuove idee che ti fanno scoprire le tue passioni-. -Inoltre, porterei con me una fotografia che mi ritrae con due delle mie amiche che sempre mi sono state accanto e che sono sicura non mi lasceranno. –Questa foto, che è sempre sul comodino della mia camera da letto, è molto speciale perché mi ricorda i momenti passati insieme che forse andando avanti nel tempo non vivremo più!- Infine verrà con me la cosa più importante legata alla mia nascita, ovvero, il mio peluche preferito che da sempre mi accompagna nel lungo viaggio della vita. E’ con me da dodici anni e spero di poterlo conservare fino a quando sarò grande. Mi fa pensare alla mia infanzia passata con lui a fare finta di essere la sua mamma e di prendermene cura, anche se poi era lui che si prendeva cura di me!- Ecco, queste sono le cose che porterei con me: cultura, sport, amicizia e ricordi di infanzia. Semplicemente la mia storia!